Le voci dei protagonisti di gara due
Jole Galli (prima classificata, ITA): «L’obiettivo era quello di arrivare in cima al podio. Nelle ultime gare ho sentito di poter competere per il primo posto, anche se non pensavo sarei riuscita a ottenerlo qua, in Val di Fassa, a causa del mal di schiena che mi ha impedito di gareggiare giovedì. Quando mi sono riposata, concentrandomi esclusivamente per la qualifica di venerdì e la gara di domenica. Ho deciso di mettere da parte tutto e ho pensato: “Sarà quel che sarà”. Nonostante oggi fosse la giornata più difficile e allo stesso tempo più importante, ho sentito meno pressione, cosa che mi ha aiutata. Una volta arrivata in finale, mi sono detta che non avrei potuto accettare un quarto posto, ne avevo già collezionati troppi. Ed ecco che è arrivata la prima vittoria, in casa. Un grazie alla mia fisioterapista, senza il cui aiuto non sarei arrivata fino qua».
Simone Deromedis (secondo classificato, ITA): «Ho sentito molta pressione oggi: ci tenevo tantissimo a fare il mio meglio. Purtroppo ieri non ero nel pieno delle mie forze, ma oggi ho avuto la mia rivincita e ne sono davvero soddisfatto. Sabato è cominciato male ed è finito peggio, ma anche le giornate no fanno parte della vita di un atleta. L’importante è essere riuscito ad azzerare il tutto e a mettere da parte delusioni e malumori. Così oggi ho sfoderato gli artigli, riuscendo ad essere costante partenza per partenza e heat per heat. Peccato per la finale… Ho mantenuto la prima piazza per quasi tutto il tracciato, ma alla fine il canadese ha avuto la meglio. Il top sarebbe stato una doppia vittoria, ma comunque i due podi rappresentano un successo. Sono davvero felice per il primo posto di Jole, tanto aspettato e tanto sofferto. È stata una vera guerriera. Per la squadra italiana è evidente ci sia stato un salto di qualità negli ultimi anni: se prima era considerato un successo la qualifica di qualche atleta, in questi ultimi anni abbiamo sempre qualche sciatore a competere per il podio. Il team è infatti cresciuto molto anche a livello di staff. Oggi voglio ringraziare soprattutto gli skiman. Non è facile avere degli sci veloci con queste condizioni atmosferiche e questo tipo di neve, ma i nostri erano velocissimi. Per quanto riguarda la classifica generale, è un continuo tira e molla fra me e Florian Willmsmann, con cui oggi ho avuto l’onore di gareggiare uno ad uno. Sono arrivato in Val di fassa con il pettorale oro, poi l’ha indossato il tedesco e lascio il Trentino ancora da leader».
Dominik Zuech (quattordicesimo classificato, ITA): «Nonostante un po’ di rammarico perché so che avrei potuto giocare meglio le mie carte, sono comunque contento di aver superato le heat degli ottavi e dei quarti. Questo mi dà la carica per affrontare al meglio le prossime gare. Sono consapevole di avere una buona tecnica e gli sci andavano benissimo, ma si può sempre migliorare a livello di tattica. Speriamo in un futuro podio».
Federico Tomasoni (sesto classificato, ITA): «Oggi abbiamo lottato come dei guerrieri. Nella semifinale io e Simone ci siamo fronteggiati testa a testa, fino a che non ha preso velocità il canadese Howden, un vero gigante, che ha chiuso secondo. Comunque i successi ottenuti oggi ci daranno la carica per le future gare in un periodo in cui, purtroppo, la motivazione è così così. Soprattutto la vittoria di Jole… È stata pazzesca, ho addirittura versato una lacrima in partenza ai cancelletti dopo il suo primo posto».
Reece Howden (primo classificato, CAN): «Dopo un piccolo errore commesso in partenza, sapevo di dover dare il massimo nella parte centrale del tracciato per recuperare sia Deromedis sia Regez. Sono davvero soddisfatto del risultato ottenuto. Ringrazio gli organizzatori dell’evento per aver reso possibile tutto ciò: non è facile portare avanti una gara nonostante le condizioni atmosferiche tanto avverse».
Bartolomeo Pala (direttore tecnico della squadra italiana): «Quella di oggi è stata una domenica trionfale, soprattutto dopo la giornata di ieri; ma d’altronde ci vogliono anche i momenti no. Sabato abbiamo analizzato le performance di gara e preso consapevolezza degli errori commessi, da cui gli atleti hanno dimostrato di aver imparato molto. Le condizioni della pista non erano delle migliori, ma grazie all’intervento dei nostri skiman Alessandro Leso e Kevin Marchetto i ragazzi hanno trovato dei missili. Questo dimostra quanto sia importante avere dei tecnici competenti, ringrazio perciò tutti loro per l’ottimo lavoro. Un grazie speciale va anche agli organizzatori e ai volontari: non è nè scontato né facile portare avanti una gara con queste condizioni atmosferiche, ma loro ce l’hanno fatta. Spero di tornare a gareggiare sulle piste della Val di Fassa»