Le voci dei protagonisti

Davide Magnini (vincitore): «Ci tenevo tanto a vincere questa Sellaronda, anche se sono arrivato un po’ stanco dopo i Mondiali. Mi fa piacere, poi, aver vinto con un amico trentino come Federico Nicolini, entrambi difendiamo i colori dello Sci club Brenta Team. Abbiamo lottato, sofferto e vinto. "Chicco" sulla salita del Campolongo è andato  un po’ in difficoltà, ma ci siamo fatti forza, abbiamo superato assieme il momento no e siamo riusciti a tornare sotto. Da quel momento ci siamo gasati ed abbiamo trovato un’energia positiva che ci ha consentito di staccare gli avversari e di vincere sul traguardo di Selva di Val Gardena. È la mia seconda vittoria alla Sellaronda Skimarathon, ma questa ha un sapore particolare».
Federico Nicolini (vincitore): «Ho pareggiato i conti in famiglia. A cena nei giorni scorsi mio padre e mia sorella mi prendevano in giro perché a differenza loro non avevamo mai vinto la Sellaronda Skimarathon. Da oggi sono entrato nel club pure io. Sono al settimo cielo, è stata dura ma vale doppio. Ho faticato nella parte centrale, ma ho cercato di rallentare per non andare fuori giri ed è stata la scelta giusta. Poi Davide è stato straordinario, mi ha stimolato e aiutato a ritrovare il ritmo e la motivazione. Quando abbiamo agganciato gli avversari, per noi è iniziata un’altra gara. Fantastico».
William Boffelli (secondo classificato): «Alex mi ha fatto un regalo a presentarsi al traguardo. Stava male e non voleva nemmeno partire, ma ci ha messo tutte le energie ed è stato bravissimo. Più di così non poteva fare. Siamo partiti bene, attaccando Magnini e Nicolini, facendo un buon ritmo, poi sulla salita del Pordoi Alex ha iniziato a faticare. Ho cercato di aiutarlo e di agganciarlo col cordino. Questa è una gara a squadre e si vince e si perde assieme. Vorrà dire che torneremo l’anno prossimo con l’obiettivo di vincerla».
Alex Oberbacher (secondo classificato): «L’umidità dei giorni scorsi mi ha giocato un brutto scherzo e mi sono preso un forte raffreddore. Due giorni di aerosol e ieri sera ero indeciso se partire o meno. In gara abbiamo iniziato bene e mi sentivo abbastanza in palla, poi il fisico sul Pordoi ha iniziato ad abbandonarmi. Ho tenuto duro sino alla fine, ma non ero al top per lottare per la vittoria. Devo dire un forte grazie a William per avermi stimolato sino al traguardo. E un secondo posto, viste le premesse, non è poi male».
Noemi Junod (prima classificata): «Vincere la Sellaronda Skimarathon alla mia prima partecipazione è un risultato straordinario. Sono felicissima. È una gara particolare e molto affascinante e poi ho avuto la fortuna di avere al mio fianco un'atleta di alto livello come Giulia, un’eccellente compagna di viaggio in tutto per tutto».
Giulia Compagnoni (prima classificata): «Si dice che uno scialpinista una volta nella vita deve partecipare alla Sellaronda Skimarathon e io l’ho pure vinta. Non posso che essere felice, considerando che per le mie caratteristiche fatico in gare su pista. Ma voglio fare i complimenti a Noemi perché ha fatto una garona, ha tenuto sempre un ritmo alto ed abbiamo avuto un ottimo feeling».
Gianni Rasom (presidente Comitato Organizzatore): «Dal punto di vista sportivo l’edizione di quest’anno è stata una delle più combattute ed emozionanti, con un doppio sorpasso e incertezza per gran parte del tracciato. Per la società Val di Fassa Grandi Eventi è la prima edizione in cabina di regia dopo un lungo percorso con la famiglia Perathoner in prima linea, non possiamo che ringraziarla di cuore. Un grazie va anche agli oltre 400 volontari che si sono messi in gioco per ottenere questo grande successo in un'edizione in cui il meteo ci ha messo a dura prova».