Simone Deromedis e Jole Galli sognano il bis
nell'ultima gara prima delle Olimpiadi italiane

La tappa di Coppa del Mondo di Passo San Pellegrino regalerà motivazioni doppie alla squadra italiana, che in Val di Fassa è di casa. Gli azzurri cercheranno di sfruttare al meglio il fattore campo, con l’obiettivo di replicare (o addirittura migliorare) quanto di buono già fatto nella doppia gara del febbraio 2025.
Proprio sul tracciato del Park Monzoni, la livignasca Jole Galli conquistò la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Sul podio salì anche il trentino Simone Deromedis, che fu secondo in gara-2: il talentuoso classe 2000 di Taio ora punta al bersaglio grosso, per provare a coronare il sogno sfumato nel finale della stagione passata, ovvero la conquista della sfera di cristallo.
Negli ultimi anni, Deromedis si è esibito in un costante crescendo. Dopo il quinto posto conseguito alle Olimpiadi di Pechino nel 2022, l’azzurro si è infilato al collo la medaglia d’oro ai Mondiali di Bakuriani nel febbraio 2023, trovando poi un’ottima continuità di risultati in Coppa del Mondo: la prima vittoria maturò a St. Moritz il 28 gennaio 2024, seguita da una lunga serie di podi e successi. Tre le vittorie conseguite nella scorsa stagione, chiusa con un agrodolce secondo posto in classifica generale alle spalle del canadese Reece Howden, a segno in Val di Fassa nella seconda delle due gare in calendario nel febbraio 2025.
«Sono contentissimo di tornare a gareggiare a Passo San Pellegrino, dove ci alleniamo spesso con la nazionale – commenta Deromedis -. Mi sono sempre trovato bene in Val di Fassa. Per caratteristiche, prediligo i tracciati in cui bisogna creare velocità piuttosto che gestirla. Ecco perché mi piace gareggiare a Passo San Pellegrino, su un pendio che esalta la capacità di sfruttare le strutture per fare velocità. Inoltre gareggerò nel mio Trentino, davanti a tanti amici. Voglio provare a regalare a tutti una grande giornata».
L’ha già vissuta, nel febbraio 2025, Jole Galli, che in Val di Fassa ha centrato la sua prima vittoria nel massimo circuito internazionale. «Il mal di schiena mi aveva costretta a saltare la prima delle due gare in programma – racconta la livignasca -. Mi sono concentrata sulla seconda, ho cercato di mettere da parte tutto e mi sono detta “Sarà quel che sarà”. Sono partita senza troppe pressioni addosso e questo mi ha aiutata. Una volta arrivata in finale, non ho fatto troppi calcoli, non volevo accontentarmi di un quarto posto e… è arrivata addirittura la vittoria». Chissà che la storia non possa ripetersi.