L'Italia vince la 65ª AlpeCimbra Fis Children Cup
Ranieri e Seletto di bronzo nella giornata finale
L’Italia si conferma. Per il secondo anno consecutivo, infatti, la squadra azzurra ha trionfato nella classifica per nazioni all’AlpeCimbra Fis Children Cup, il “mondialino” giovanile di sci, che rappresenta una sorta di passaggio obbligato per le promesse dello sci alpino, come certificato da un albo d’oro infarcito di grandi nomi del Circo Bianco del passato e del presente. Una manifestazione dalla quale passò anche la vincitrice della discesa libera odierna di Coppa del Mondo della Val di Fassa Laura Pirovano, tanto per fare nomi, sesta sia in slalom che in gigante da under 16 nell'edizione 2013.
Il team italiano, che ieri aveva conquistato due ori (con Giovanni Ceccarelli e Mia Molling) e un argento (con Michelle Dal Farra), è salito altre due volte sul podio nella giornata di chiusura della 65ª edizione dell’evento organizzato dal comitato presieduto da Fabrizio Gennari, idealmente spalleggiato per la parte tecnica dal collaudato staff della Polisportiva Alpe Cimbra. A portare in alto il tricolore sono stati la milanese tesserata per lo Sci Club Limone Benedetta Ranieri e il figlio d’arte Pietro Seletto, entrambi medaglia di bronzo nella gara tra le porte larghe riservata alla categoria under 16.
Sesta dopo la prima manche, Ranieri è riuscita a scalare tre posizioni nella discesa decisiva, distanziata di appena 18 centesimi dal secondo posto dell’americana Anya Leunig, a propria volta brava a risalire dall’ottava posizione di metà gara. Imprendibile per tutte, invece, la polacca Iga Kaczmarek, che ha bissato la vittoria conquistata il giorno prima in slalom, portando a tre i successi personali nella manifestazione, ricordando anche l’oro conseguito da under 14 nella prova tra i pali snodati. Kaczmarek ha chiuso con 1”81 di vantaggio sulla seconda classificata, mostrando di avere qualità e talento per puntare a ritagliarsi uno spazio anche sul massimo palcoscenico internazionale. L’impressione, per quanto visto sulle piste di Folgaria, è che si sentirà ancora parlare di lei. Tornando alla squadra italiana, da segnalare anche la sesta piazza di Eva Balduzzi, che ha perso tre posizioni rispetto al terzo posto della prima manche.
La seconda medaglia di giornata, per il team azzurro, è maturata nel gigante under 16 maschile e a conquistarla è stato il valdostano Pietro Seletto, seguito a bordo pista da papà Erik, ex nazionale delle discipline veloci. Settimo dopo la prima discesa, è risalito fino alla terza posizione, distanziato di 1”82 dal vincitore, l’austriaco Finn Neururer. L'atleta del 2010 di Innsbruck ha riscattato l’uscita di pista dello slalom speciale di giovedì, domando il pendio della pista Agonistica con due manche di grande solidità. Il team austriaco ha sognato pure la doppietta, che è però sfumata a causa dell’uscita Ruiz Herzog, secondo a metà gara con un pettorale altissimo.
Ne hanno saputo approfittare l'atleta del 2011 norvegese Karl-Erik Bakkevig e Seletto, secondo e terzo grazie a una bella rimonta, rispettivamente dalla ottava e settima posizione occupata dopo la manche inaugurale. Dodicesimo il vincitore dello slalom di giovedì Giovanni Ceccarelli, quindicesimo il trentino Riccardo Vender, bravo a inserirsi tra i migliori partendo tra gli ultimi.
Podi tutti di marca straniera nello slalom speciale under 14. Al femminile ha raccolto applausi la britannica Cecilia Hamer, al comando al termine della prima “run” e poi ancora più incisiva nella seconda, al via con un vistoso tutore indossato a causa della frattura rimediata recentemente al dito di una mano. La giovane atleta londinese ha preceduto di 0”60 la slovena Zala Stroj Zkubic e di 0”85 la croata Ula Vucinic, mentre la migliore delle italiane è stata Estelle Fosson, autrice di un’ottima prova: partita con il numero 55, la valdostana ha chiuso la prima manche al 16° posto, per poi risalire fino alla quinta piazza. Bene anche Sveva Di Gallo, ottava con il pettorale 56.
Nello slalom speciale under 14, infine, non è riuscito il bis al belga Noah Crommentuijn. Il vincitore del gigante, al comando dopo la discesa inaugurale, è uscito di pista sul muro della pista Martinella Nord nella manche decisiva. A beneficiarne è stato, in primis, il norvegese Aksel Istad, che è riuscito a centrare il bersaglio grosso al primo anno in categoria, al termine di una competizione serratissima. Lo scandinavo, quinto a metà gara, ha avuto la meglio sul tedesco Lorenz Stockl per l’inezia di 4 centesimi, con il finlandese Raul Nemisvirta terzo a 11 centesimi. Buon quinto posto per il lecchese Edoardo Ricci, seguito in sesta piazza dall’altoatesino Elias Magoni, che è partito per ultimo nella prima manche (chiusa all’undicesimo posto) e ha poi fatto segnare il miglior tempo parziale nella seconda.
La classifica per nazioni ha premiato l’Italia A, che ha totalizzato 152 punti, precedendo Germania (102), Norvegia (100), Slovenia (72) e Stati Uniti (72). La squadra A azzurra ha primeggiato anche nel medagliere, con due ori, un argento e due bronzi, seguita da Polonia (due ori) e dalla Norvegia (un oro e due argenti).
Le voci dei protagonisti
Aksel Istad (primo classificato slalom under 14): «Mi aspettavo di entrare nella top ten, ma non avrei mai immaginato di salire sul gradino più alto del podio. È la prima volta che mi trovo a confrontarmi in prima persona con atleti da tutto il mondo. Prima questo tipo di gare le avevo vissute da spettatore, mentre gareggiavano i miei fratelli, mio punto di riferimento e di ispirazione».
Cecilia Hamer (prima classificata slalom under 14): «Questa vittoria è stata davvero inaspettata, soprattutto perché ho dovuto interrompere gli allenamenti per una settimana a causa di un dito rotto ed ho dovuto gareggiare con un tutore. La pista inoltre era davvero tecnica e questo mi ha messa a dura prova».
Finn Neururer (primo classificato slalom gigante under 16): «Sono contentissimo di questa vittoria, è stata una rivalsa dopo la caduta nello slalom giovedì. Anche se ho già gareggiato contro atleti di tutto il mondo, non ho mai avuto l’occasione di confrontarmi a un livello così alto, per questo è una grande soddisfazione vincere qui a Folgaria, su una pista così tecnica e impegnativa. Ho iniziato a sciare quando avevo due anni e a gareggiare a nove anni, da allora non ho più smesso: la sensazione sugli sci è straordinaria».
Iga Kaczmarek (prima classificata slalom gigante under 16): «Penso sia la prima volta che provo una felicità così grande: vincere entrambe le gare, slalom e gigante, è stata un’esperienza unica. Mi auguro di proseguire sulla scia di questi risultati fino ad arrivare alle Olimpiadi. Il mio sogno è quello di raggiungere il livello della mia atleta di riferimento e fonte di ispirazione, Mikaela Shiffrin, o addirittura riuscire a superarlo».
Benedetta Ranieri (terza classificata gigante under 16): «Sono contenta di questo risultato: nella prima manche ho chiuso quinta, a soli 80 centesimi dalla prima, per cui nella seconda ho cercato di dare il massimo. Sono stati quattro giorni tanto impegnativi quanto stupendi. Ora il mio obiettivo è di migliorare di gara in gara, di stagione in stagione, cercando di essere sempre felice e con il sorriso».
Pietro Seletto (terzo classificato gigante under 16): «Sono davvero soddisfatto di questo terzo posto, per nulla scontato, dato che sono partito con un numero di pettorale alto. L’esperienza è stata decisamente positiva, sia per quanto riguarda le selezioni nazionali che la fase internazionale: non mi aspettavo questi risultati».
Fabrizio Gennari (presidente comitato organizzatore): «Questa edizione ha riscontrato una partecipazione mai vista prima: 42 nazioni in gara, per un totale di 206 allievi e 115 ragazzi. Il tempo ha giocato a nostro favore, rendendo la neve migliore rispetto a quella delle selezioni e creando le condizioni ottimali per offrire una gara all’altezza delle aspettative. Ringrazio la Polisportiva Alpe Cimbra per l’aiuto tecnico e l’Apt Alpe Cimbra, grazie alle quale questa gara ha ottenuto nel tempo sempre più credito a livello mondiale. Questa è un esempio di come dovrebbe essere gestita una competizione di così alto livello, per questo mi auguro che l’Alpe Cimbra possa ospitare altri grandi eventi di portata internazionale».