L'Italia sigla il triplete in Val di Fassa
In superG trionfa Curtoni, Zenere è terza

Il cielo è azzurro sopra la Val di Fassa. Un azzurro vivo, intenso come non mai. Dopo il doppio successo da favola di Laura Pirovano, tornata a casa con il pettorale rosso di leader della classifica di discesa libera, l’Italia ha siglato il triplete: a calare il tris è stata la valtellinese Elena Curtoni, a segno nel superG che ha chiuso il lungo weekend di Coppa del Mondo di Passo San Pellegrino, dove è maturato pure il primo podio in carriera della vicentina Asja Zenere, incredibile terza con il pettorale 33, a certificare l’ottimo lavoro svolto in pista dagli organizzatori.
Curtoni, che non vinceva da oltre tre anni, ha ritrovato il sorriso pieno sulla pista La VolatA, importante base d’allenamento per la squadra italiana grazie al progetto Piste Azzurre. La tappa fassana del massimo circuito internazionale ha ridato vigore e consapevolezza a chi, più di altre, ne aveva assoluto bisogno, per mettere nero su bianco in classifica quanto sapeva di avere nelle gambe: venerdì e sabato era stata la volta di Pirovano, oggi di Curtoni e Zenere. Nella giornata della festa dei diritti della donna, celebrata nel parterre con uno striscione dedicato, le italiane hanno saputo sfruttare al meglio il fattore campo, regalandosi un fine settimana che rimarrà impresso tanto nella loro memoria quanto in quella dei 3000 tifosi e appassionati accorsi per assistere all'appuntamento.
A salire in cattedra è stata Elena Curtoni, che ha centrato il quarto successo della carriera in Coppa del Mondo, il secondo in superG dopo quello conseguito a Cortina d’Ampezzo nel gennaio 2022, mentre l’ultima vittoria per la portacolori del Cs Esercito risaliva al 16 dicembre 2022, quando vinse in discesa a Saint Moritz.
La valtellinese ha disegnato traiettorie perfette, trovando il giusto compromesso tra linee e velocità, in una gara che ha esaltato le qualità tecniche delle atlete. Sui Muri del Poeta, tratto distintivo de La Volata, questa volta è stata Curtoni a trovare la giusta ispirazione, quella che nelle due giornate precedenti era valsa il soprannome di “poetessa” alla sua compagna di nazionale e grande amica Laura Pirovano, oggi ottava, non lontana dal podio. La trentina è arrivata in riserva all’ultimo appuntamento del fine settimana, complici le energie fisiche e mentali spese nelle due discese. Poco male comunque, così come è da prendere positivamente la nona piazza di Sofia Goggia, che in un fine settimana difficile è riuscita a limitare i danni e a difendere la leadership nella graduatoria di superG. La bergamasca, nona classificata, è salita a quota 449 punti a una gara dal termine, quella delle finali di Lillehammer, riuscendo a mantenere un buon margine di vantaggio sulla neozelandese Alice Robinson (386), che si è vista buttare giù dal podio da Asja Zenere. Il terzo posto della vicentina ha un valore aggiunto, pesante anche per l’economia del risultato di squadra.
Mentre Robinson e la francese Miradoli, appaiate a 34 centesimi da Curtoni, si preparavano per celebrazioni assieme alla valtellinese e alla norvegese Kajsa Vickhoff Lie (seconda a 0”26), è arrivata Zenere a rovinare loro la festa e a dare un ulteriore tocco d’azzurro al podio, il primo in Coppa del Mondo per la vicentina.
Zenere, scesa con il pettorale 33, si è inserita al terzo posto a 0”27 da Curtoni, ad appena un centesimo da Vickhoff Lie. Poco prima era giunta al traguardo Mikaela Shiffrin, chiudendo 23esima e mettendo in saccoccia qualche prezioso punto per la classifica generale, guidata proprio dall’americana con 1141 punti, contro i 1016 della diretta concorrente Emma Aicher, oggi uscita di pista.
Tornando alle azzurre, Pirovano ha chiuso ottava, Goggia nona, Roberta Melesi dodicesima. A punti pure Sara Allemand, ventiseiesima, mentre Sara Thaler, Nicol Delago e Ilaria Ghisalberti hanno mancato per poco un piazzamento nella top 30. Fuori Nadia Delago.
Il weekend del 2024, quando la troppa neve costrinse gli organizzatori a rinunciare all’importante appuntamento di Coppa del Mondo, sembra solo un lontano ricordo: una grande Italia ha regalato il meritato tributo all’altrettanto grande lavoro svolto dal comitato organizzatore guidato da Val di Fassa Grandi Eventi, forte del supporto dei tecnici delle società Ski Team Fassa, Monti Pallidi e FassActive. A Passo San Pellegrino è stata festa grande per tutti.

Hanno detto

Elena Curtoni (vincitrice superG): «Una vittoria che mi ripaga di tutte le fatiche degli ultimi due anni dopo l’infortunio. Non è stato banale tornare, anche per la carta d’identità. Ho sempre lavorato tanto, duramente, credendo nella possibilità di centrare un atro risultato rilevante e finalmente è arrivato. Sono molto contenta di esserci riuscita. Non nascondo che stamattina ero stanca, perché arriviamo da due fine settimana intensi. Mi sono presentata al via con l’obiettivo di cercare di stare bene sui piedi, di essere sciolta e devo dire che da subito ho trovato il giusto grip sulla neve e ho capito che potevo fare una bella gara. Ho sciato bene e alla fine è uscito un tempone. Fantastico. Una dedica a mio marito, alla famiglia e a tutti quelli che mi sono stati vicini in questi anni anche quando ero demoralizzata».
Asja Zenere (terza classifcata): «Quando ho tagliato il traguardo sullo schermo ho visto il numero 8 ed ero felicissima, ma poi è entrata nel parterre Sara Allemand gridando podio ed è stato tutto incredibile. Non avrei mai pensato di fare un terzo posto in superG, visto che non è proprio la mia specialità. Tanta roba. È una giornata incredibile. A sensazione non mi sembrava di essere particolarmente veloce, sicuramente è venuta fuori la tecnica del gigante. Ho cercato di tenere le linee alte e la scelta alla fine ha pagato. La VolatA è la pista di casa e fare un podio qui ha un sapore speciale. Adesso spero di prendermi ancora delle soddisfazioni, sperando che la salute mi sostenga e a fine stagione prenderemo delle decisioni, visto che in Andorra ha fatto fuori anche l’altro ginocchio».
Laura Pirovano (ottava classificata): «Le emozioni di questi giorni mi hanno tolto tutte le energie ed ho dovuto raschiare il fondo del barile in gara. Però sono contenta, un buon risultato ed ancora una volta sono andata abbastanza vicina al podio. Le mie traiettorie erano buone anche oggi, ma la benzina era finita e non sono riuscita a trovare quel pizzico di velocità in più. Sono al settimo cielo per quanto fatto giorno per giorno in questo week-end di gare in Val di Fassa. Oggi però sono felice per Elena ed Asja, poi con la Curtoni condividiamo lo skiman, gioie e fatiche. So quanto si sia impegnata per risalire dopo l’infortunio e questa vittoria è una straordinaria gratificazione. Se lo merita. Due giorni a casa poi riparto per la Svezia dove torno nuovamente a fare slalom gigante. Superati finalmente i 500 punti posso riaprire il cancelletto in una specialità che amo particolarmente. Non ho grandi aspettative, ma sono felice di poter essere in gara fra l’altro sulla pista dove avevo vinto il mondiale junior. E poi c’è anche la Coppa di specialità. Non vedo l’ora».
Sofia Goggia (nona classificata): «Ho avuto delle pessime sensazioni come nelle due gare in discesa. Mi spiace molto. Dal bivio in giù non riuscivo a sciare, non ho mai avuto il controllo degli sci, è stato faticoso. Con il nono posto ho limitato i danni. Ora mi concentrerò sull’ultima sfida di Coppa».
Gianni Rasom (vicepresidente Comitato Organizzatore): «La sorte ci ha ridato con gli interessi quanto ci aveva tolto nel 2024, nell'anno dell'annullamento. Sono stati tre giorni perfetti in primis per i risultati e poi per la nostra organizzazione che ha superato a pieni voti il terzo esame del nostro percorso in Coppa del Mondo. Il fatto che Asja Zenere, scesa col pettorale 33, sia addirittura salita sul podio è la testimonianza delle perfette condizioni della pista. Abbiamo ricevuto solo complimenti. Uno stimolo per proseguire nel nostro sogno in Coppa del Mondo. Abbiamo dimostrato anche in questa occasione che quando siamo chiamati in causa siamo in grado di proporre un evento di qualità. Un grande grazie al direttore di gara Mattia Giongo e alla sua squadra. Sono stati fantastici».