Davide Magnini e Federico Nicolini concedono il bis
La SellaRonda Skimarathon è ancora trentina

Vincere non è mai facile, ripetersi è cosa per pochi. L’impresa è riuscita ai trentini Davide Magnini e Federico Nicolini, che per il secondo anno consecutivo hanno iscritto il loro nome nell’albo d’oro della SellaRonda Skimarathon, la classicissima in notturna dello sci alpinismo giunta alla trentaduesima edizione. Il classe 1997 di Vermiglio e il trentunenne di Moveno, al via da campioni in carica, hanno impostato una gara d’attacco e hanno chiuso in trionfo sul traguardo di Corvara, in Val Badia, con il tempo finale di 2h59'38", precedendo come nel 2025 il gardenese Alex Oberbacher e il bergamasco di Roncobello William Boffelli, che nella seconda parte di gara sono riusciti a sfilare di mano il secondo posto ai quotati francesi Anselme Damevin e Samuel Equy, poi nettamente distanziati.
Al femminile, invece, a festeggiare la vittoria bis è toccato alla valdostana dell’Esercito Noemi Junod, che nel 2025 aveva esultato assieme a Giulia Compagnoni e quest’anno si è ripetuta in coppia con la piemontese dei Carabinieri Ilaria Veronese, apparsa fin da subito in grande serata. La festa italiana è stata completata dalle esperte Corinna Ghirardi e Dimitra Teocharis, seconde davanti al duo austriaco-svedese composto da Victoria Kreuzer e dalla poliedrica Tove Alexandersson, campionessa dell'orienteering, della corsa in montagna e anche ottima sci alpinista.
La SellaRonda Skimarathon, al pari di quanto accaduto dodici mesi fa, ha fatto segnare il tutto esaurito, portando ai nastri di partenza 550 coppie, in totale 1.100 atleti provenienti da 23 nazioni. Partenza e arrivo, seguendo l’annuale alternanza tra le quattro vallate interessate dalla gara, sono stati allestiti a Corvara, con gli skialper chiamati a confrontarsi sui 42 chilometri e 2.700 metri di dislivello positivo del percorso. Quattro le salite da affrontare, quelle verso i Passi Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena, con altrettante discese e i suggestivi transiti dai centri abitati di Arabba, Canazei (con un tratto da affrontare a piedi) e Selva Gardena.
Magnini e Nicolini hanno subito aperto il gas, raggiungendo i 2.160 metri di Bec de Roces, in vetta al Passo Campolongo, in appena 37’54”, tallonati dai francesi Damevin ed Equy, reduci dal bel secondo posto conseguito alla Pierra Menta. A 40” Oberbacher e Boffelli.
Dopo essere transitati da Arabba, i due skiaper trentini tesserati per il Brenta Team hanno operato un nuovo forcing lungo l’ascesa verso Passo Pordoi (2.239 metri), facendo il vuoto alle loro spalle. Le frustate di Magnini e Nicolini, che si sono alternati in cabina di regia, si sono rivelate letali per Damevin ed Equy, costretti a guardarsi alle spalle, complice la bella progressione degli inseguitori Oberbacher e Boffelli.
A quel punto mancavano ancora le salite di Passo Sella e Passo Gardena, con i battistrada bravi a gestire lo sforzo e a dare fondo alle energie residue per portare a termine l’impresa e garantirsi un margine di tranquillità, mentre alle loro spalle teneva banco la lotta per il secondo posto. Oberbacher e Boffelli hanno condotto una gara intelligente, riducendo progressivamente il gap dai transalpini e poi sferrando l’attacco decisivo nella parte finale dell’ascesa del Sella, raggiunta con 2’05” di ritardo dalla coppia di testa. Più dietro Damevin ed Equy, terzi a 3’08”.
Magnini e Nicolini hanno superato anche le rampe del Passo Gardena e, terminata la discesa verso Corvara, si sono potuti concedere al meritato applauso del pubblico, primi a braccia alzate con il tempo di 2h59'38", a poco meno di tre minuti dal record della manifestazione (2h56'59"). Oberbarcher e Boffelli (detentore del primato della SellaRonda assieme a Filippo Barazzuol) hanno replicato il piazzamento dello scorso anno, secondi a 3'22". Terza piazza per Damevin ed Equy, che hanno dato un tocco di internazionalità al podio, pagando un ritardo di 7'07" dai vincitori, con il veterano svizzero Martin Anthamatten e il tedesco Anton Palzer quarti a 10'58".
Come accaduto nella gara maschile, anche quella femminile ha preso una piega decisiva sulla salita del Passo Pordoi, dove Noemi Junod e Ilaria Veronese hanno azionato il turbo, fiaccando la resistenza della svizzera Victoria Kreuzer e dalla svedese Tove Alexandersson, che hanno pagato a caro prezzo (in particolar modo Kreuzer) gli alti ritmi sostenuti nella parte iniziale per reggere il passo delle due azzurre. Non solo, perché la coppia svizzero-svedese ha dovuto lasciare strada pure alle tenaci Dimitra Teocharis e Corinna Ghirardi.
La situazione si è cristallizzata lungo le successive dei Passi Sella e Gardena: Junod e Veronese si sono esibite in una lunga cavalcata trionfale e hanno chiuso a braccia alzate in 3h41'26". Le due hanno siglato il ventiduesimo tempo assoluto di gara, di oltre 10' più basso rispetto a quello di Teocharis e Ghirardi (3h52'24"), seconde davanti a Kreuzer e Alexanderson (3h58'03"), che nel finale hanno respinto il tentativo di rimonta di Sonia Brussoz e Marcela Vasinova, quarte in 3h58'26".
Nella categoria mixed, infine, affermazione per il duo composto dall'altoatesina (ex azzurra dello sci di fondo) Debora Agreiter e da Stefan Fuchs, che hanno portato a termine la loro fatica in 3h54'11".

Hanno detto

Federico Nicolini (Sc Brenta Team): «Ci tenevo tanto a rivincere la SellaRonda Skimarathon dopo l’affermazione dello scorso anno e mi sono preparato molto, con allenamenti mirati. Questa gara mi piace proprio, è come affrontare quattro vertical in una serata, sempre al massimo senza tregua. Con Davide c’è stata subito grande intesa e vista l’esperienza dello scorso anno abbiamo deciso di attaccare sin dalla prima salita, con i francesi che inizialmente hanno resistito ma poi siamo riusciti a scappare. Ottimo ritmo con Davide, ci siamo alternati in testa e nessuno è andato in crisi. Ora si festeggia».
Davide Magnini (Sc Brenta Team): «Le fatiche del Pierra Menta si sono sentite, ma ci tenevo a fare una gara di alto livello perché so quanto era importante anche per Federico. Ci siamo parlati tanto in questi giorni e lui oggi è andato davvero forte, poi ad ogni transito sia ai passi sia nei paesi c’era la famiglia Nicolini a darci sostegno e ristoro. Un aspetto strategico in una competizione come questa. Il fatto poi che due trentini per la seconda volta consecutiva abbiano vinto la SellaRonda Skimarathon è rilevante. Sono contento e con Kikko abbiamo dato dimostrazione di forza e intesa».
Alex Oberbacher (Ski Club Gardena): «Sono proprio felice di come è andata la gara. Vista la lista partenti non era per nulla scontato andare sul podio, invece con William ci abbiamo creduto e ci siamo riusciti, partendo senza strafare sulla prima salita. Poi abbiamo trovato il ritmo giusto e siamo riusciti a recuperare e superare i due fuoriclasse francesi. La SellaRonda Skimarathon è un competizione molto dura e intensa e l’abbiamo gestita proprio bene. Magnini e Nicolini oggi erano su un altro pianeta. Imprendibili. Per questo arrivare dietro a loro è un doppio motivo di soddisfazione».
Noemi Junod (Cs Esercito): «Seconda vittoria in due anni in una delle classiche dello sci alpinismo è sempre una grande soddisfazione. Oggi ho vissuto un'emozione unica e devo dire un grande grazie a Ilaria che mi ha aiutata molto a concludere la mia prova. È stata una gara un po' strana, ho fatto fatica, son partita male e non avevo sensazioni buonissime, poi sono riuscita a recuperare, grazie anche ad Ilaria che è stata quasi sempre lei davanti a fare l’andatura. Sono felicissima per questa vittoria e per averla condivisa con Ilaria. Una grande amica. La SellaRonda Skimarathon è una competizione magica, gareggiare in questi contesti paesaggistici è decisamente emozionante».
Ilaria Veronese (Cs Carabinieri): «Vincere la SellaRonda Skimarathon era da sempre uno dei miei sogni e finalmente ci sono riuscita. Non ci posso credere. Ho le lacrime agli occhi. Sono al settimo cielo. Un grazie anche a Noemi Junod per avermi dato la possibilità di condividere questa sfida e questa gioia con lei. Sono felice anche per come ho interpretato la gara. Sono arrivata in buone condizioni, dopo un’inizio stagione difficile. Ho subito trovato il ritmo in una gara che non ti da tregua e l’intesa con Noemi è stata ottima, ci siamo alternate a fare il ritmo e poi abbiamo gestito il vantaggio. Mi sono proprio divertita».
Gianni Rasom (Presidente Comitato Organizzatore): «È stato un successo straordinario già alla vigilia, visto che abbiamo fatto registrare il record di nazioni rappresentate nella storia della SellaRonda Skimarathon, ben 23. Poi la gara ci ha regalato grandi soddisfazioni sia per aver raggiunto quota 1100 iscritti, che rappresenta il numero massimo gestibile per la nostra organizzazione, sia per l’alto livello dei partecipanti soprattutto nella sfida maschile. Presenze di atleti big che ci inorgoglisce molto, perché testimonia il prestigio che la nostra competizione si è costruita negli anni. Il resto lo ha fatto lo straordinario paesaggio dolomitico e il cielo stellato. Un grazie a tutti i volontari delle quattro valli ladine che si sono messi a disposizione con passione e professionalità».