Educazione stradale con «Pinocchio in Bicicletta»
Il progetto ha coinvolto oltre 1450 studenti
Partire dai più giovani per creare una nuova cultura, più rispettosa e attenta agli utenti deboli della strada. È questo l’obiettivo primario del progetto di educazione stradale «Pinocchio in Bicicletta». L’iniziativa, giunta quest’anno alla quinta edizione, è frutto dell’iniziativa del Comitato Alto Adige/Südtirol della Federazione Ciclistica Italiana, resa possibile dall’unione di intenti – con relativa approvazione - trovata con l’Ufficio Ordinamento e Progettualità dell’Intendenza Scolastica Italiana diretto dqll’assessore all’istruzione e cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano Marco Galateo.
Il progetto prevede una serie di interventi da parte di esperti del settore, riservati agli studenti delle prime e seconde classi delle scuole medie della Provincia di Bolzano. La bicicletta, importante mezzo di spostamento ma anche di comunicazione, diventa nel corso degli appuntamenti elemento aggregante ed ambasciatrice di buone abitudini, nella ricerca di responsabilizzazione dei soggetti coinvolti. La tragicità dei quotidiani fatti di cronaca nera non possono lasciare indifferenti: pertanto, le due realtà coinvolte nel progetto, chiamate a esercitare il ruolo di educatore sia nell’ambiente scolastico che sportivo, da diversi anni hanno intrapreso percorsi di salvaguardia di tutte quelle categorie di utenti deboli quali sono i pedoni e i conducenti di veicoli a due ruote.
Nell'anno scolastico in corso, a partire dal 15 settembre 2025, sono state coinvolte 45 prime classi delle scuole medie, impegnate nella parte teorica con interventi in ogni singola classe della durata di due ore. Il ciclo di formazione verrà portato a termine entro il 23 aprile con il coinvolgimento di 21 seconde classi delle scuole medie, educate al corretto utilizzo della propria bicicletta in area aperta, per un totale di oltre 1.450 studenti coinvolti.
«Pinocchio in Bicicletta è la dimostrazione dell’arte del fare – commenta il coordinatore del progetto Dino Santi -. Sono oltre 1450 gli studenti coinvolti in questo progetto, che riscontra sempre maggiore interesse. Non si può aspettare sempre che succeda qualcosa di grave per iniziare a organizzarsi, a educare e a portare proposte, ma bisogna iniziare fin dalla giovane età con questo lavoro di sensibilizzazione, che può fungere da monito per tutti a comportarsi meglio nell’ambito della strada».
Gli interventi, nello specifico, riguardano la parte teorica per le prime classi. Grazie ad un presentazione multimediale, vengono fornite informazioni utili sui corretti comportamenti da tenere nell’ambiente strada, ma anche consigli pratici quali il giusto equipaggiamento della bicicletta, la buona manutenzione e gli accessori importanti per la sicurezza, primo su tutti il caschetto protettivo, argomento sul quale da molti anni la Federciclismo si sta battendo per arrivare alla sua obbligatorietà nell’uso quotidiano. Le classi seconde, invece, sono impegnate in un Campo Scuola che viene allestito appositamente nei piazzali degli Istituti coinvolti, creando situazioni di viabilità con diversi punti di criticità per insegnare ai ragazzi la giusta modalità di percezione dei pericoli e la risoluzione delle problematiche a ciò annesse.
Importante il connubio tra varie entità impegnate nel campo della sicurezza stradale, la sinergia andata a crearsi e svilupparsi nel corso degli anni il Comando della Polizia Municipale di Bolzano e, più nello specifico, con il reparto dedicato all’educazione stradale dello stesso, impegnato nella scorta degli studenti che devono spostarsi dall’Istituto di appartenenza ai rispettivi Campi Scuola allestiti.
«Per sviluppare questo progetto è stata fondamentale la collaborazione dell’Intendenza Scolastica della provincia autonoma di Bolzano e della Polizia Municipale di Bolzano, che accompagna i ragazzi in sicurezza ai Campi Scuola – aggiunge il presidente del Comitato Fci Alto Adige/Südtirol Paolo Appoloni -. Nell’anno scolastico in corso sono state coinvolte 66 classi, prime e seconde, delle scuole medie. Si lavora con gruppi di studenti di numero contenuto, il modo ideale per trasmettere in modo chiaro ed efficace le importanti informazioni relative all’educazione stradale».