Un successo la festa trentina per l'80° della Fipav
Tanti i personaggi premiati e ricordati oggi
Probabilmente, se si fosse voluto tributare il giusto riconoscimento a tutti i personaggi che a vario titolo hanno contribuito a far crescere la pallavolo trentina, la sala di rappresentanza del Comune di Trento, che ha ospitato questa mattina la cerimonia per festeggiare gli 80 anni della Fipav, avrebbe faticato a contenerli tutti, tanto imponente è stata la crescita qualitativa del nostro movimento, soprattutto negli ultimi 25 anni. La formula scelta dalla federazione per questa celebrazione, che sta toccando ogni regione italiana, ha tuttavia dovuto ridurre all’osso premiazioni e testimonianze, che sono state comunque sufficienti a riaccendere le luci su una storia cominciata nel 1946.
Hanno aperto la mattinata i saluti istituzionali dell’assessore allo sport della Provincia Autonoma di Trento, Mattia Gottardi, e di quella del Comune di Trento, Elisabetta Bozzarelli. Il primo ha ricordato quanto sia cambiata l’Italia in questi 80 anni, ma come siano rimasti intatti la passione di chi pratica sport e gioca a pallavolo, nonché gli insegnamenti di vita che i ragazzi assorbono in campo; la seconda il coraggio di chi, fra le macerie di una guerra mondiale, ha trovato la forza di lanciare nuove discipline sportive, che hanno poi regalato sogni e speranze a generazioni di italiani. Anche la presidentessa del Coni trentino Paola Mora è ritornata alla straordinarietà di quanto accadde nel 1946, anno di rinascita a 360 gradi, mentre il vicepresidente vicario della Fipav Massimo Sala ha ricordato che questo lungo cammino è stato costellato da tanti successi, vedi i cinque titoli iridati maschili e i due femminili delle nostre nazionali, i sette campionati europei maschili e i tre femminili, nonché il fresco oro olimpico femminile, ma anche da errori e sconfitte, dai quali sono arrivate importanti lezioni. Una di queste sta nel fatto che la linfa del movimento pallavolistico italiano scorre nelle piccole società di provincia, quelle che reclutano e fanno crescere i ragazzi prima che diventino campioni, per questo la federazione ha scelto di "delocalizzare" i festeggiamenti dell’80° in tutte le regioni italiane.
Il presidente del Comitato Regionale Trentino della Fipav Francesco Crò ha spiegato per quale motivo il numero dei premiati sarebbe stato esiguo e su quali categorie si è focalizzata la scelta, resa peraltro più ampia da alcuni riconoscimenti aggiuntivi assegnati dallo stesso comitato, che si sono sommati a quelli istituiti dalla Fipav.
Dopo il video messaggio di saluto del presidente Giuseppe Manfredi e una clip emozionale, che in tre minuti ha ripercorso i successi degli ultimi cinquant'anni, sotto i riflettori sono finalmente finiti gli uomini e le donne simbolo nel nostro movimento. In primis a ricevere una targa ricordo del Comitato Trentino sono stati Gino Merz e Giorgio Battisti, rispettivamente dirigente e allenatore di lunghissimo corso, che hanno accompagnato, come pochi, i grandi progressi compiuti dalla pallavolo locale negli anni Settanta e Ottanta. Poi, dopo il video saluto di Julio Velasco, è toccato gli atleti Massimo Dalfovo e Silvana Frisinghelli, i primi giocatori trentini capaci di imporsi anche ad alto livello, fuori dalla nostra provincia, che hanno raccontato come hanno mosso i primi passi e quali circostanze favorevoli li hanno aiutati a fare strada.
Il tempo di ascoltare, in un video, le parole di Fefè De Giorgi, e poi è stata la volta del ricordo di due figure chiave, scomparse da qualche anno, quali Edo Benedetti, decisivo fin dagli anni quaranta nella promozione della disciplina in Trentino, e Sandro Baratto, fondatore di una società e organizzatore di eventi. A ritirare le targhe della Fipav i figli Alfia e Vlado Benedetti nel primo caso, la moglie Paola Comai e i figli Luca e Michele Baratto nel secondo.
Un riconoscimento è stato consegnato a Francesca Bosio, atleta azzurra di sitting volley, per aver contribuito a lanciare questa nuova disciplina, poi il gran finale è stato per un allenatore e tre dirigenti che, a titolo diverso, hanno dato una spinta importante al movimento locale, ovvero il roveretano Umberto Polini, il sempiterno presidente del Marzola Carlo Segatta e Diego Mosna, senza il quale, con tutta probabilità, non avremmo mai sentito parlare della Trentino Volley. Ricordi, emozioni e un pizzico di malcelata commozione si sono mescolati nei loro racconti e in quelli di chi li ha preceduti al microfono, mentre fra il pubblico in sala gli invitati avevano modo di ritrovarsi accanto ad amici e collaboratori di cui, in molti casi, avevano perso le tracce. Anche a questo servono i momenti celebrativi.
Va ricordato che per l’occasione la Fipav ha deciso di omaggiare tutte le società affiliate di un kit promozionale per il volley S3, utilizzabile per attività di Minivolley S3, Sitting Volley S3 e Beach Volley S3. Un bel gadget per promuovere questa disciplina.