Garda Trentino Half Marathon a Gachaga e Cieslar
Il trentino Cesare Maestri vince la 10K

La Garda Trentino Half Marathon celebra un'edizione da record, con 7.300 iscritti in rappresentanza di ben 62 nazioni, e incorona i suoi protagonisti. Nella 21K esultano il keniano Kelvin Kariuki Gachaga, con tanto di nuovo primato personale (1h01'50"), e la polacca Katarzyna Cieslar, che si conferma sul trono della gara in rosa dopo il successo conseguito lo scorso anno. A dare un tocco d’azzurro alla manifestazione ci pensa il trentino Cesare Maestri, che fa sua la 10K maschile in 29'44", emulato al femminile dalla tedesca Maria Paulig.
La 24ª Garda Trentino Half Marathon è stata, ancora una volta, una straordinaria festa dello sport, scattata da località Baltera e terminata sulla spiaggia dei Sabbioni, sul lungolago di Riva del Garda, in uno scenario unico nel proprio genere, favorito anche dai passaggi da Arco e Torbole. Un risultato che ha premiato il grande lavoro del comitato organizzatore presieduto da Sandro Poli, capace di mettere in campo un evento di grande richiamo internazionale, favorito dal prezioso supporto di oltre 400 volontari.
La gara regina, la 21K, ha regalato uno spettacolo di alto livello. La prova maschile è stata dominata dagli atleti keniani, che hanno monopolizzato il podio. A imporsi è stato il ventottenne Kelvin Kariuki Gachaga, che ha fatto segnare il nuovo record personale sulla distanza, portando a termine la propria trionfale fatica in 1h01'50". Il vincitore ha avuto la meglio nel finale sul connazionale, di un anno più giovane, Naason Kipkorir Cheruyot, secondo in 1h01'59", pure lui capace di siglare il nuovo “personal best” nella mezza maratona. I due atleti africani sono riusciti a fare la differenza nella seconda parte di gara, prendendo il largo rispetto ai diretti concorrenti.
Su tutti l’altro keniano Kenneth Kimathy Kithinji, poi terzo a 2'35", e il marocchino dell'Atletica Rodengo Saiano Mohammed Zouioula, quarto a 2'47", protagonisti di una bella sfida per il gradino più basso del podio. Quinto il campione uscente Jacob Kipkorir Kosgei, che ha tagliato il traguardo con un ritardo di 4'23".
I migliori italiani sono stati due runner trentini: Davide Parisi, classe 1991 di Villalagarina, e Roberto Degasperi, rispettivamente settimo e ottavo, distanziati di 7'59" e 8'10" dal vincitore.
Anche la 21K femminile ha offerto una sfida di grande interesse, con due protagoniste già note all'albo d'oro della manifestazione. Da una parte la tedesca Thea Heim, vincitrice delle edizioni 2018, 2019 e 2022. Dall'altra la polacca Katarzyna Cieslar, chiamata a difendere il titolo conquistato nel 2025.
Le due atlete si sono affrontate a viso aperto per gran parte del percorso, dando vita a un appassionante duello. A spuntarla è stata Cieslar, che ha così bissato il successo ottenuto dodici mesi fa, fermando il cronometro sull'ottimo tempo di 1h14'52". Seconda posizione per Thea Heim in 1h16'20", mentre sul terzo gradino del podio è salita l'italiana Michela Guidotti, ventisettenne dell'Atletica Blizzard, che ha chiuso in 1h17'08". Quarta l'atleta di casa Alessia Scaini, soddisfatta della propria prestazione.
Nella 10K, invece, il grande protagonista è stato il trentino Cesare Maestri, pluridecorato specialista della corsa in montagna. Il classe 1993 di Borgo Lares conosce molto bene il territorio e il percorso della Garda Trentino Half Marathon, sul quale si è allenato in numerose occasioni, non ultimo durante una recente parentesi della propria carriera, vissuta proprio a Riva del Garda.
Tesserato per l'Atletica Valli Bergamasche, Maestri ha saputo gestire al meglio lo sforzo, riuscendo nel tratto conclusivo a staccare l'italo-marocchino Abdellatif Batel, portacolori dell'Atletica Rodengo Saiano e già vincitore di tre edizioni della 10K, nel 2022, 2024 e 2025.
Maestri ha tagliato il traguardo in solitaria, fermando il cronometro sul tempo di 29'44". Batel ha concluso al secondo posto a soli 9” dal vincitore, mentre la terza posizione è andata al lettone Robert Glazers, staccato di 37" e ancora una volta protagonista sul podio della gara gardesana, lui che aveva chiuso secondo nelle ultime due edizioni.
Dominio tedesco, infine, nella 10K femminile. La vittoria è andata a Maria Paulig, che ha completato la prova in 36'14". Alle sue spalle le connazionali Franziska Treichl, seconda con un ritardo di 40”, e Johanna Diatka, terza a 49”.
La mattinata si era aperta con la vivace 4K, partecipatissima gara non competitiva che ha fatto da ideale prologo alla 10K e alla 21K. Si è conclusa così una Garda Trentino Half Marathon da record, che con i suoi 7300 iscritti si è affermata come evento sportivo trentino più partecipato in assoluto.

Le voci dei protagonisti

Kelvin Kariuki Gachaga (vincitore 21K): «Vincere alla mia prima partecipazione, su un percorso che non conoscevo, non era scontato. Sono molto felice. Sono rimasto assieme a Cheruiyot fino al Bikeform, poi ho provato ad aumentare la falcata e sono rimasto da solo ed ho gestito sino al traguardo. Soddisfatto anche della prestazione cronometrica personale».
Katarzyna Cieslar (vincitrice 21K): «Sono felicissima. Dopo la vittoria dello scorso anno mi sono innamorata di questa gara per il percorso, per la gente che fa il tifo e per il paesaggio dove si svolge. È tutto bellissimo. Poi sono particolarmente felice anche per il mio tempo, visto che ho migliorato di 51 secondi la mia prestazione rispetto allo scorso anno».
Davide Parisi (7° e primo italiano 21K): «Pur essendo vicino a casa mia, non avevo mai partecipato alla Garda Trentino Marathon e devo dire che mi sono molto divertito, grazie ad un percorso perfettamente pianeggiante, con una temperatura ideale per correre e un paesaggio strepitoso. Tecnicamente sono partito troppo forte: ad un certo momento ho sofferto di dolori allo stomaco e ho dovuto rallentare il mio ritmo. Nonostante tutto, sono riuscito a mantenere la posizione, giungendo al traguardo un po’ più lento del previsto, ma in ogni caso a soli 10 secondi dal mio personale sulla distanza».
Michela Guidotti (terza classificata 21K): «Che spettacolo. Il percorso è davvero bellissimo, consente di gareggiare a fianco del lago, c’è un panorama pazzesco. È una delle competizioni più belle a cui ho partecipato. Per quanto riguarda il risultato, invece, non mi aspettavo di andare così forte perché sono appena uscita da un infortunio. Ho trovato subito ottime sensazioni, stabilendo addirittura il mio personale sulla distanza. Sono felicissima».
Alessia Scaini (quarta classificata 21K): «Ho provato in tutti i modi a lottare fino all’ultimo per il podio, ma davanti sono andate più forte di me. Quindi nessun rimpianto. Sapevo che Katarzyna e Thea sarebbero partite dopo il transito ad Arco e così è stato. Io ho cercato di stare vicina a Michela, ma alla fine mi ha staccato. Sono comunque contenta di questa prova, la mia ultima del 2026, e per la mia stagione che reputo positiva».
Cesare Maestri (1° classificato 10K maschile): «È stata una bella battaglia, fino a metà gara eravamo in tre e abbiamo mantenuto un buon passo. Nel finale, poi, siamo rimasti io e Batel, che si è confermato un osso duro. Nella seconda parte di gara ci siamo alternati, fino a quando, a due chilometri dal traguardo, ho provato a cambiare ritmo e sono riuscito a staccarlo. Sono contento della vittoria, ma soprattutto delle buone sensazioni che ho provato dopo tre mesi di stop a causa di un infortunio. Volevo fare una gara su strada per ritrovare il ritmo e questa questa era davvero perfetta. Avendo vissuto per un periodo a Riva del Garda, il percorso lo conoscevo a memoria. Speriamo che questa prestazione sia di buon auspicio in vista dei prossimi appuntamenti. A fine novembre vorrei partecipare alla Cinque Mulini, mentre in inverno vorrei programmare una mezza maratona e un'altra 10 chilometri. In primavera, poi, tornerò come sempre alla corsa in montagna».
Sandro Poli (presidente CO): «È stata un’edizione da record in quanto a partecipanti e nazioni presenti e siamo tutti molto soddisfatti. È di stimolo per proseguire nel proporre la manifestazione anche nei prossimi anni». Ora già al lavoro per l’edizione numero 25 con quali sogni? «Quello di poter proporre un percorso più corribile per gli atleti, degno di questa manifestazione, con strade più larghe, la cui viabilità possa essere gestita con meno patemi d’animo. Facciamo registrare sempre grandi numeri, siamo la prima competizione in Trentino su questo aspetto, ma c’è sempre poca sensibilità da parte delle autorità territoriali, su tanti aspetti. È davvero un peccato perché il nostro evento fa il giro del mondo. E questo grazie al prezioso lavoro del nostro staff e di un gruppo meraviglioso di volontari in ogni settore. Sono oltre 400».